Recinti chiusi e Recinti aperti
Internet è lo specchio della vita reale.
I meccanismi che governano la vita reale continuano ad influenzare anche i meccanismi del web. Sembra difficile da dimostrare ma in buona parte è così. I progetti di maggior successo che circolano e persistono in rete fanno leva su esigenze o domande semplice e comuni. Tappano falde, permettono di godere il più delle volte gratuitamente, di servizi che saremmo costretti a pagare.
Con questa premessa, è interessante osservare quello che succede in rete.
Voglio prendere ad esempio due aspetti della vita. Ossia la sfera pubblica e la sfera privata. Ognuno di noi sceglie e accetta di mettere sul piatto della bilancia ciò che è di pubblico dominio e ciò che non deve essere prevaricato perché rientra nella sua sfera privata.
In questo senso i due siti che rappresentano il pubblico e il privato in un certo modo sono Google e Facebook.
Google e tutti i suoi applicativi si intende (il motore di ricerca in primis, google mappe, Youtube subito dopo) hanno una tendenza onnivora a cercare, schedulare, taggare, pubblicare e rendere disponibili a chiunque una massa di informazioni riguardante qualsiasi argomento e qualsiasi sfera. Dalle informazioni più generiche a quelle più delicate. E’ questa la natura del suo spider. Insinuarsi e raccogliere informazioni, reperire numeri, date, foto, posizioni geografiche.. e renderele disponibili. Se penso a Google penso al più incredibile ed efficiente strumento per reperire informazioni. Tutte quelle informazioni che normalmente bisognerebbe ricavare da elenchi telefonici, tabulati, pedinamenti e chi più ne ha più ne metta. Tutto quello che non è recintato è di pubblico dominio in un certo senso. Così come i video, finchè qualcuno non protesta, il video rimane disponibile.
Può sembrare una visione preoccupante o preoccupata. In realtà è solo la registrazionedella realtà.
Google non è certo un garante della privacy o dei diritti d’autore, altrimenti come si spiegherebbero la mole di dati che mette a disposizione di tutti? Come si spiegherebbero i libri scannerizzati e inseriti nel progetto google books, come si spiegherebbero i video che ogni giorno vengono caricati su Youtube, l’elenco non si ferma qui.
Quindi, da una parte google e dall’altra Facebook come dicevo all’inizio. Facebook è un recinto (molto grande) chiuso. E’ chiuso perché fonda il suo successo sella stima che i suoi utenti hanno verso di lui. Deve essere un garante della privacy (non quella da normativa). Deve gestire e dare modo di creare diversi gradi di apertura verso i propri amici, ma non deve rendere pubblico ciò che le persone non vogliono rendere.
Questo è il presupposto per il quale le persone utilizzano e continuano ad utilizzare Facebook. Deve essere un recinto chiuso al mondo e meno chiuso alle persone che conosciamo, aperto per le persone che consideriamo nostri amici, invisibile per i nostri nemici.
Ora ho una domanda. O forse mi viene in mente una ipotesi catastrofica.
Cosa succederebbe se lo spider di google entrasse dentro ai profili di Facebook? Cosa succederebbe se indicizzasse e rendesse pubblico i dati, le relazioni, gli eventi, i video, le immagini e tutte le nostre elucubrazioni?
Immaginate di digitare il nome di una vostra ex, di conoscere quello che ha fatto negli ultimi anni, di vedere le foto della vacanza al mare o del video del suo matrimonio, insomma di scoprire tutto quello che ha deciso di condividere con i suo amici più fidati.
Beh succederebbe un bel casino.
Probabilmente Google di fronte a una situazione del genere chiuderebbe i risultati legati a Facebook dopo poco. Forse qualcuno avrà il tempo di scaricarsi una bella fetta di informazioni per poi ripubblicarla subito dopo. Immaginate di essere ignari della cosa e di incontrare un amico per un caffè, e scoprire che su internet sono disponibili informazioni di chiunque. La prima cosa che farei è cancellarmi da Facebook. La secondo è farmi gli affari degli altri.
Una cosa è certa Facebook cesserebbe di esistere. Così come cesserebbero di esistere i social network affini. Questo per un semplice motivo. Ossia avrebbe deluso al 100% le aspettative di tutti i suoi utenti.
Se la pensiamo in maniera molto cinica, potremmo pensare che Google non aspetti altro. Ossia per la sua natura, voglia penetrare nei segreti di Facebook attraverso qualche falla.
Io penso che a nessuno convenga questa ipotesi, anzi in un certo modo sarebbe come spingere il pulsante dell’autodistruzione (sicuramente per FB).
Nessun utente vorrebbe più affidare i propri pensieri ne a Facebook e ne a nessun altro social network da quel momento in poi. Ma credo che non vorrebbe nemmeno utilizzare più google perché è colui che ha forzato il recinto ed è penetrato e pubblicato i fatti di tutti.
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